Dopo i lavori svolti su Gothic Classic (vi ricordiamo la nostra recensione), THQ Nordic non si lascia sfuggire l’occasione di lavorare ad un’ottimizzazione generale e riproposizione del diretto sequel, portando sul mercato Switch Gothic II Complete Classic.
Se il primo capitolo introduceva una formula e grammatica di gioco estremamente precisa e funzionale, il diretto sequel non fa altro che allargare gli orizzonti e potenziando tutta la struttura di gioco. Rimangono tutte le solite criticità del tempo, ma come fatto con il primo capitolo, la riproposizione e ottimizzazione di tutto il pacchetto di gioco è stato fatto con il semplice obiettivo di rendere godibile ancora oggi un titolo che sente sulla schiena tutti gli anni che si porta dietro. Ma non perdiamoci a contare la vecchiaia per leggere subito la nostra recensione di Gothic II Complete Classic.
Gothic II Complete Classic, dove eravamo rimasti?

Gothic II segue fedelmente le regole non scritte di un sequel perfetto: ambientato poche settimane dopo la fine del primo capitolo, con il nostro protagonista frastornato che deve riorganizzare tutta la sua avventura sotto gli ordini/consigli di Xardas.
Un nuova mappa, delle nuove fazioni e cosa più importante, nuovi nemici temibili: i draghi. Ma questo sequel non si perde solo nella realizzazione di una nuova grossa location di gioco da esplorare in lungo e in largo, bensì dedica del tempo – e parte delle quest – nel tornare nelle zone di gioco del precedente capitolo. La Barriera non c’è più, ma quella zona è ancora visitabile e riorganizzata sotto diverse direttive. Le missioni che ci porteranno lì in qualche modo hanno il sapore dell’omaggio, del saluto alle radici da cui siamo partiti e vedere fin dove siamo cresciuti e arrivati.
La portata della narrativa come delle possibilità in gioco, inutile sottolinearlo, è impressionante ancora oggi, una vera e propria energia esplosiva tra i ragazzi di Piranha Bytes che avevano realizzato il primo Gothic con poche risorse e con Morrowind che aveva catturato gli occhi e l’attenzione di tutti, pur riuscendo a piazzarsi nel panorama con un nutrito gruppo di appassionati che lo giocavano e lo rendevano oggetto di dialogo e analisi.
Questo sequel – pur con i tantissimi bug che lo hanno afflitto – è lo specchio dell’entusiasmo e del successo, con un obiettivo sano, quello di portare all’utente il miglior prodotto possibile senza rivoluzionare o stravolgere la fortunata formula di gioco.
Pulizia generale

Come per il precedente capitolo, il lavoro di pulizia e ammodernamento da parte di THQ Nordic è all’ordine della conservazione, con formula e meccaniche di gioco intatte dove aggiungere una pulizia generale dei poligoni di gioco e una velocità limpida a 60 FPS. Anche qui, pur girando su una console Nintendo Switch, la riorganizzazione dei tasti e dei comandi di gioco segue la stessa filosofia e novità.
La classica ruota di selezione delle armi, un inventario rivisto e ottimizzato, un diario di gioco rivisto con nuove porzioni di testo come di linee di dialogo e qualche novità introdotta nel parco delle magie utilizzabili (niente che possa sbilanciare il livello di sfida).
A questo si aggiunge anche il DLC La Notte del Corvo, da giocare rigorosamente solo nelle porzioni finali del gioco base. Il contenuti aggiuntivo non fa altro che aumentare la già spasmodica longevità di gioco.
Resta abbastanza obsoleto perdere in altre chiacchiere pur di firmare una recensione di un gioco che non solo conoscono tutti – si spera – ma che ha segnato profondamente le esperienze videoludiche di molte persone lì fuori, scrivente compreso. Le riproposizioni partorite da THQ Nordic, sottolineiamo ancora una volta, sicuramente hanno un grande valore da sondaggio, capire l’interesse del pubblico lì fuori, proprio ora che siamo in attesa di news riguardo i lavori sul remake e magari tirare su qualche soldino da investire proprio in quei lavori.
In tal caso il nostro responso non può essere che estremamente positivo, non vedendo l’ora di tornare nel regno di Myrtana.
La recensione in breve
Come già fatto per il precedente Gothic, il voto che troverete in calce è da attribuirsi al lavoro di ammodernamento: pulizia dei poligoni come di tutti i bug presenti, il DLC La Notte del Corvo e un'ottimizzazione generale delle migliori sul mercato. Avere in libreria Switch un titolo del genere è imprescindibile. Gothic II rimane ancora oggi, pur con tutti gli anni sul groppone, un gioco importante quanto magnifico.
-
Voto GamesEvolution
