Il periodo di vita di PSP (PlayStation Portable) è ricordato da molti come un momento tanto interessante quanto deludente. Alcuni giochi usciti in esclusiva per la portatile di Sony sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante per quanto riguarda alcuni franchise (Kingdom Hearts o Metal Gear Solid) meno in altri (Uncharted), rimanendo per molti una console di forte successo, per altri invece una possibilità che è andata a frantumarsi poi con l’avvento di PS Vita.
In molti comunque ricorderanno l’incredibile mercato di opportunità che regala il parco titolo di PSP, infatti con un hardware minore, più compatto e la necessità di piazzare titoli, vennero realizzati tanti, tantissimi giochi, anche su licenze improbabili e tra questi videro una grande attenzione tantissimi giochi dedicati ai manga del momento.
Ricordo in modo limpido un anonimo titolo su PSP dedicato a Soul Eater, mentre mi scalda il cuore ricordare alle interminabili ore passate a giocare a Dissidia, titolo partorito dal franchise di Final Fantasy che ebbe una grande fortuna su PSP per poi venire quasi abbandonato nella sua controparte arrivata nella scorsa generazione, ma tra tutti, se si era appassionati dell’opera di Tite Kubo, Bleach: Heat the Soul era il picchiaduro a tema Bleach da avere assolutamente.
Bleach: Heat the Soul non era bello, ma piaceva

Recuperatevi qualunque recensione o considerazione a cavallo tra il 2005 e il 2010 riguardo uno dei sette giochi usciti di Heat the Soul: non troverete mai una considerazione positiva, o almeno, il più grande difetto di questi giochi era quello di essere estremamente ripetitivi, senza mai apportare una vera novità al franchise, aggiungendo anno dopo anno qualche combattente e personaggio in più e basta.
Però, se eravate fan di Bleach e possedevate una PSP, il franchise di Heat the Soul era il punto di riferimento definitivo, aggiornato e pieno di possibilità anche riguardo il gioco online e la sfida con gli amici. Al netto di altri giochi di Bleach che venivano pubblicati sul Nintendo DS/3DS o anche su PlayStation 2, questi erano sempre delle declinazioni estremamente ridotte. Heat the Soul per quanto veniva riproposto anno dopo anno, era sì sempre lo stesso gioco, ma a seconda del ciclo di manga, anime o film che veniva proposto al pubblico, si aggiornava di conseguenza.
Scontri infiniti

Per quanto potesse sembrare dozzinale e simile nel pattern di attacco di ogni personaggio, la serie di Heat the Soul conosceva perfettamente la grande varietà di personaggi partorita dal mondo di Bleach, tanto da associare ad ogni attacco speciale, animazioni uniche a cui seguivano gli attacchi dedicati.
Gli sviluppatori addirittura tentavano anche approcci inediti per quando un personaggio, pur essendo presente da anni nel manga, faticava a mostrare le sue abilità, riuscendo comunque ad essere un combattente letale, anche nella creatività degli sviluppatori e si pensa a Urahara o Aizen che molto tardi hanno mostrato i poteri delle loro Zanpakuto
Dopo il settimo capitolo uscito nel 2010 – sicuramente non il migliore dove con il gioco che dimostrata estrema stanchezza – e la fine della grande saga che ha visto Ichigo contro Aizen, Bleach ha progressivamente perso smalto e carisma. Il manga è stato chiuso, ma lo scorso anno l’anime di Bleach è tornato alla ribalda con l’adattamento dell’ultimo ciclo narrativo, la Guerra dei Mille Anni.
Con questo incredibile ritorno, l’interesse attorno a Bleach è progressivamente rinato e infatti, al netto di un gioco mobile free to play e un altro titolo sempre mobile in arrivo, dal Giappone sembra che sia stato messo in cantiere un nuovo gioco dedicato a Bleach però fuori dalla fruizione mobile. Che sia un ritorno in grande stile con un titolo ben studiato simile a Heat the Soul? La speranza è l’ultima a morire, ma nell’occasione è bene provare a dare una botta di ricarica alla PSP e provare a far ripartire un Heat the Soul e tornare – letteralmente – indietro nel tempo.
