È interessante notare che con Baten Kaitos I & II, si stia andando a rispolverare due grandi classici che al momento della loro uscita non hanno mai brillato almeno per quanto concerne le vendite. Ad un sistema di gioco sicuramente ricco, stratificato e non banale, le vendite dei due rispettivi titoli, non sono mai stati soddisfacenti. La stessa realizzazione del secondo capitolo è stata un vero e proprio azzardo, quasi un atto di fede.
Come capita spesso, oggi l’industria guarda al passato meglio di ieri, andando a recuperare la magia di alcune produzione che avrebbero meritato più attenzione e fortuna, eccoci dunque in questa recensione di Baten Kaitos I & II Remaster.
Baten Kaitos, avanti e indietro nel tempo

Il mondo di Baten Kaitos è un mondo dove gli umani si sono ritrovati a vivere in delle isole nel cielo dopo che un demone ha prosciugato tutti gli oceani. Il protagonista è Kalas, spirito guida dotato di un’ala naturale e un’altra meccanica, impegnato nello scontro contro Geldoblame, imperatore del regno.
Baten Kaitos II a livello narrativo invece si presenta come solido prequel, ambientato circa venti anni prima gli eventi del primo capitolo, andando a spiegare, indagare ed esplorare le ragioni che hanno portato alla creazione e suddivisione del mondo per come lo abbiamo visto e affrontato nel precedente gioco.
Cosa estremamente importante, tanto per la storia quanto per il sistema di gioco: gli umani hanno imparato una tecnica per incanalare in delle carte l’essenza di alcuni oggetti.
Tipo JRPG con le carte

Il sistema di combattimento riprende fedelmente la storia dei JRPG. Nelle mappe ci sono nemici a vista, che possiamo abilmente evitare se non intenzionati a iniziare uno scontro. Se questo invece avviene, vedremo schierarsi il nostro party, con un massimo di tre giocatori.
A questo punto entriamo nel vivo della partita nel momento in cui nel momento dello scontro dobbiamo considerare la creazione, ottimizzazione e diretto aggiornamento di ogni mazzo da gioco, dato che ogni singolo personaggio ne avrà uno a disposizione. In Baten Kaitos II invece, formula identica, ma ci sarà un unico grande mazzo che tutti i membri del party andranno a spartirsi.
In tal senso l’approccio alla partita è esattamente come lo immaginate, con la selezione delle carte da giocare a cui si susseguono sistemi di bonus, malus e dirette debolezze elementali da sfruttare con le carte-oggetto migliori. Al netto di qualche piccolo problemino tecnico, possiamo dire che i due titoli hanno dimostrato di avere ancora qualcosa da dire assieme ad una longevità non indifferente, infatti dovrete contare circa un 30 ore di gioco per ogni capitolo. Insomma, trovate del tempo se volete portarli entrambi a compimento.
Il solito salvagente

Operazioni di questo genere beneficiano di novità che riguardano spesso la fruizione semplificata dei giochi. In tal senso segnaliamo la possibilità di accelerare gradualmente il ritmo di gioco, così da rendere più veloce la fruizione di alcune sequenze e non rimanere fermi al dettato ritmo originale dei giochi, a cui si aggiunge anche un sistema di salvataggio automatico.
Non manca anche il tanto criticato – e continuamente proposto – sistema per evitare ogni tipo di combattimento e seguire soltanto quelli necessari allo sviluppo della trama (ma poi trovatevi davanti un nemico molto forte senza la giusta esperienza).
Insomma, piccole aggiunte che mai vanno a sminuire il valore di questi due giochi che hanno avuto – e hanno ancora – qualcosa da dire, con una collector ben pensata per chi volesse colmare questo vuoto nella vostra libreria videoludica.
La recensione in breve
Giocare questa collezione dei due Baten Kaitos è stato un piacevole tuffo nel passato, o almeno, un tuffo alla riscoperta di un titolo a tratti seminale su come oggi il genere dei jrpg si sia evoluto nel tempo. Al netto del poco successo al momento dell'uscita, Bandai Namco ci ha dimostrato che questi due giochi hanno ancora qualcosa da dire, riuscendo a convincere il pubblico anche a distanza di anni.
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Voto GamesEvolution
