La BCE accelera sul progetto euro digitale: la nuova valuta, garantita dall’istituzione europea, promette pagamenti più sicuri e inclusivi per cittadini e imprese.
La Banca centrale europea (BCE) ha ufficialmente annunciato il superamento della fase preparatoria del progetto sull’euro digitale, aprendo la strada alla definizione concreta di questa nuova forma di moneta digitale che dovrebbe vedere la sua prima emissione intorno al 2029. Questo annuncio, comunicato con una nota il 30 ottobre 2025, segna un passaggio cruciale per l’area dell’euro, che si prepara a integrare nel sistema monetario un nuovo strumento di pagamento digitale, pubblico e sicuro.
Una nuova era per i pagamenti nell’area dell’euro
L’euro digitale non è una criptovaluta né una stablecoin, ma una valuta digitale di banca centrale (CBDC), garantita direttamente dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dell’area euro. La sua introduzione risponde a esigenze concrete: sebbene il contante continuerà a essere disponibile, la sua incidenza nei pagamenti quotidiani è in costante calo, attestandosi attorno al 24% nel 2024. Nel frattempo, le transazioni digitali dominano il mercato, ma sono spesso gestite da circuiti extra-europei come Visa e Mastercard, che controllano quasi due terzi del volume complessivo.
L’euro digitale vuole colmare questo vuoto offrendo un’alternativa europea, pubblica e interoperabile in tutti i Paesi dell’area, capace di garantire privacy, sicurezza e semplicità d’uso, anche offline. Questa soluzione punta a rafforzare la sovranità europea nel settore dei pagamenti digitali, riducendo la dipendenza da operatori esterni e stimolando innovazione e concorrenza all’interno del mercato unico.
Il percorso dell’euro digitale è iniziato ufficialmente il 2 ottobre 2020 con la pubblicazione del primo rapporto della BCE. Dopo una fase di indagine durata fino al 2023, è cominciata a novembre 2023 la fase preparatoria, conclusasi positivamente nel 2025. Durante questo biennio, sono stati definiti standard e regole comuni per l’uso dell’euro digitale, riassunti nel cosiddetto rulebook, che disciplina il funzionamento del sistema e la partecipazione dei fornitori di servizi di pagamento (PSP).
Sono stati inoltre selezionati cinque fornitori tecnologici per sviluppare le componenti principali della piattaforma, mentre una piattaforma di innovazione ha coinvolto circa settanta operatori tra banche, fintech, esercenti e PSP per testare le interfacce e assicurare l’accessibilità universale, includendo anche persone con disabilità o competenze digitali limitate.

La fase successiva, già avviata, si concentrerà sullo sviluppo tecnico, sulle sperimentazioni pratiche e sulla collaborazione con tutti gli attori coinvolti, inclusi cittadini e commercianti. Parallelamente, si procederà con l’iter legislativo europeo, necessario per dotare l’euro digitale di un quadro normativo vincolante. La proposta di regolamento è stata presentata dalla Commissione europea a giugno 2023 e si prevede che Parlamento e Consiglio la adotteranno entro il 2026.
Solo dopo l’adozione del regolamento, il Consiglio direttivo della BCE potrà decidere ufficialmente se e quando emettere l’euro digitale. Il calendario indicativo prevede una fase pilota a metà 2027, seguita dall’emissione vera e propria nel 2029.
Lo sviluppo dell’euro digitale ha un investimento stimato di 1,3 miliardi di euro fino alla sua prima emissione, con costi operativi annuali di circa 320 milioni. Questi oneri saranno sostenuti dalla BCE e dalle banche centrali nazionali, senza gravare direttamente sui bilanci pubblici o sulle tasse dei cittadini.
Dal punto di vista delle banche, le analisi più recenti indicano costi di investimento complessivi tra 4 e 5,8 miliardi di euro, una cifra inferiore rispetto alle stime iniziali grazie alla possibilità di condividere infrastrutture e sinergie.
Dal punto di vista della stabilità finanziaria, l’euro digitale è progettato per non introdurre rischi significativi, anche in scenari di crisi estremi, mantenendo un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela dei consumatori.
