Molti lo credevano un semplice ricordo d’infanzia, ma il mercato del retrogaming ha trasformato il Game Boy in un piccolo tesoro.
Capita più spesso di quanto si pensi: si apre un vecchio cassetto, si sposta una scatola impolverata e all’improvviso ricompare lui, il Game Boy originale. Quell’oggetto solido e sorprendentemente pesante, con il suo schermo verde e i tasti color porpora, capace un tempo di far passare interi pomeriggi. Negli ultimi anni un numero crescente di collezionisti e appassionati ha iniziato a rivalutare questi piccoli pezzi di storia videoludica, alimentando un mercato che non mostra segni di rallentamento.
È un fenomeno che nasce da un mix particolare: nostalgia, ricerca di oggetti iconici e crescente interesse per l’elettronica vintage. Non stupisce, quindi, che console considerate obsolete fino a poco tempo fa stiano raggiungendo cifre impensabili. E non servono condizioni perfette per destare curiosità, perché ogni versione del Game Boy ha una sua nicchia di estimatori.
Quanto valgono davvero i modelli di Game Boy
Il Game Boy originale del 1989, il famoso “mattoncino grigio”, è ancora il punto di riferimento del mercato. Un esemplare funzionante, ma privo di scatola, si scambia mediamente intorno ai 50 euro. Il motivo è più semplice di quanto si pensi: ne sono stati prodotti milioni, ma non sempre in condizioni ottimali dopo trent’anni. Quando invece si trova una console completa di scatola, manuali e accessori originali, le cifre salgono. Non è raro vedere valutazioni tra 130 e 150 euro, un po’ di più per le confezioni con istruzioni in italiano e il classico flyer del Club Nintendo.

Tra i collezionisti più attivi spiccano le versioni della serie Play It Loud! del 1994. Colori vivaci, plastica semitrasparente e un’estetica che oggi appare sorprendentemente moderna. Il modello trasparente è fra i più desiderati e può toccare i 100 euro anche senza scatola, a patto che funzioni correttamente. Le varianti verde e blu, quando conservate in condizioni eccellenti, possono superare i 200 euro.
Il percorso prosegue con il Game Boy Pocket del 1996, più leggero e compatto. I prezzi dell’usato ricalcano quelli del modello originale: dai 50-60 euro per una console “loose” fino a 200 euro per un set completo.
Diverso il discorso per il Game Boy Light, prodotto solo in Giappone nel 1998. La retroilluminazione lo rende unico e, di conseguenza, ambito. Trovarne uno in Italia non è semplice e il valore può variare molto, soprattutto per le versioni immacolate o per le edizioni speciali, come il celebre Pocket dedicato alla Fiorentina, considerato una vera rarità.
