Il fenomeno dello streaming illegale continua a crescere, spinto dalla promessa di risparmi economici sull’accesso a contenuti premium.
Un’indagine aggiornata condotta dal team di BeStreamWise rivela che questa scelta apparentemente vantaggiosa si traduce spesso in rischi finanziari e informatici gravi, con perdite economiche significative e un’esposizione elevata a malware.
L’utilizzo di dispositivi modificati, come le famigerate “Fire TV Stick pirata” o set-top box adattati, sta diffondendosi rapidamente tra gli utenti britannici che cercano di aggirare i costi degli abbonamenti ufficiali. Tuttavia, la realtà è ben diversa dal risparmio promesso. Secondo i dati aggiornati di BeStreamWise, il 40% degli utenti che ha sottoscritto abbonamenti su piattaforme di streaming illegale ha subito almeno una forma di frodi finanziarie.
Le organizzazioni criminali dietro questi servizi illegali, come IPTV non autorizzate e piattaforme online pirata, sfruttano i dati forniti dagli utenti durante la registrazione per mettere a segno furti di dati sensibili, come i dettagli delle carte di credito, e prosciugare i conti bancari. L’importo medio sottratto ammonta a circa 1.680 sterline (quasi 1.950 euro), ma in casi estremi le perdite hanno raggiunto cifre fino a 7.500 sterline (circa 8.700 euro).
Un confronto impietoso mette in luce la sproporzione tra i risparmi reali e i rischi finanziari: in media, chi sceglie lo streaming illegale riduce le spese mensili di circa 13,38 sterline, risparmiando attorno a 160 sterline l’anno. Tuttavia, la potenziale perdita finanziaria media è quasi dieci volte superiore, pari al 950% del risparmio annuo.
Il pericolo nascosto dietro i dispositivi pirata
Rob Shapland, hacker etico con oltre 16 anni di esperienza nel settore della sicurezza informatica, ha sottolineato che “il problema non risiede solo nel fatto di accedere a contenuti pirata, ma nel modo in cui ciò avviene. Collegare un dispositivo modificato alla propria TV o scaricare un’app di streaming illegale su smartphone o tablet significa consegnare ai criminali i dati personali e le password, facilitando l’accesso ai conti bancari. In pratica, gli utenti fanno il lavoro sporco per i malintenzionati.”
Questa dichiarazione evidenzia come la truffa finanziaria sia solo una delle conseguenze negative legate allo streaming illegale. L’indagine BeStreamWise rileva che quasi due terzi degli utenti che hanno utilizzato piattaforme pirata nell’ultimo anno hanno incontrato problemi di sicurezza informatica, come l’infezione da malware o l’esposizione a pop-up dannosi. Solo il 27% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai subito problemi di sicurezza legati allo streaming illegale.

Le forze dell’ordine e gli organi di controllo britannici stanno aumentando gli sforzi per contrastare questo fenomeno e sensibilizzare il pubblico sui rischi associati. La Police Intellectual Property Crime Unit (PIPCU), parte della City of London Police, è in prima linea in questa battaglia.
Emma Warbey, detective capo ispettore di PIPCU, ha dichiarato: “Lo streaming illegale può sembrare un modo rapido e facile per risparmiare, ma questa ricerca dimostra che è una falsa economia che può costare agli utenti migliaia di sterline. Questo crimine sottrae risorse all’industria dell’intrattenimento, incanalandole direttamente nelle mani di criminali, e allo stesso tempo espone gli utenti a gravi rischi di furto di dati e truffe finanziarie.”
Le autorità britanniche ricordano che, nonostante il costo di un abbonamento legittimo possa sembrare elevato, il prezzo da pagare per optare per lo streaming illegale in termini di sicurezza e potenziali perdite finanziarie è molto più alto.
