L’approccio a Sand Land è stato pieno di curiosità e la recente dipartita di Akira Toriyama ha inevitabilmente reso l’esperienza sicuramente più interessante e ricca di brio.
Ciò che ci siamo trovati davanti è un gioco difficile – in parte – da catalogare eppure ricco di un cuore che pulsa sangue, passione e stilemi come non mai. Sembra scontato dirlo ora, con tutto il suo contesto postumo, ma in Sand Land si ritrovano proprio tante di quelle caratteristiche che hanno reso immortali le opere di Toriyama.
Senza girarci troppo attorno, ecco la nostra recensione di Sand Land.
Sand Land, sabbia, sole e demoni

Il demone Beelzebub corre tra le lande desolate di Sand Land. Il caldo, il sudore e la mancanza di acqua non sono un bel presagio, neanche per i demoni che si divertono a terrorizzare i pochi esseri umani rimasti, anche loro in cerca di vivere e acqua per sopravvivere.
Il ciclo di giornate relativamente pigre cambia quando Beelzebub stringe un patto con un umano che chiede il suo aiuto per cercare una riserva di acqua tenuta in “ostaggio” dalla classica forza militare che ha sfruttato gli eventi che hanno portato a quel mondo per esercitare la propria forza.
Al viaggio si aggiungeranno altri personaggi, mentre la storia procede su binari presi direttamente dal manga assieme a delle aggiunte create appositamente dagli sviluppatori per rendere il viaggio ricco di eventi, incontri e scontri.
Gingilli meccanici e viaggio dell’eroe

Vi basteranno una manciata di ore per entrare subito in sintonia con gli elementi che Toriyama ha sempre avuto a cuore in – quasi – tutte le sue opere, ovvero la cura per la narrazione dietro al classico viaggio dell’eroe assieme a una passione sfrenata per le creazioni meccaniche, moto, cingolati e affini.
Sand Land appare sin da subito un terreno fertile per costruire una storia di questo calibro. Beelzebub è il classico giovane personaggio, un po’ cattivello, ma che combatte per il bene dei suoi amici e come tale si ritroverà faccia a faccia contro un esercito che per stile e realizzazione è costruito un po’ come il Red Ribbon di Dragon Ball.
E vi ricordate le capsule con cui trasportare auto, modo e anche edifici della Capsule Corp.? Queste saranno presenti anche qui, le stesse con cui possiamo evocare (trasportare, modificare, personalizzazione) i preziosi cingolati come altri mezzi di trasporto e combattimento per tutta la mappa di gioco.
Proprio quest’ultimi rappresentano una parte ludica estremamente interessante e riuscita. Gli scontri tra carri armati nelle sabbie del mondo di Sand Land sono divertentissimi, al netto di un fattore di difficoltà che varia in base al nemico con cui avremo ingaggiato lo scontro, ma muoversi tra la sabbia, trovare la posizione migliore e sparare il nostro miglior arsenale installato regala emozione nuove ad ogni iterazione.
Meccaniche tra le dune

In tal senso Sand Land esaurisce però quello che ha da dire in termine di meccaniche di gioco già dopo un paio di ore. Troviamo alcuni compagni, impariamo a riconoscere i cattivi dai buoni e poi entriamo in un loop dove dobbiamo raggiungere determinati obiettivi, raccogliere risorse in giro per la mappa, dare la caccia a particolari minacce così da ottenere importanti pezzi di ricambio e ottimizzare il nostro arsenale e nulla più.
L’approccio del gioco è dichiaratamente fanciullesco, non richiede un quantitativo di abilità per portarlo a termine nella comunque consistenza longevità, anche se parliamo ancora di azione che si ripetono costantemente e senza sosta.
L’obiettivo dunque, specialmente nelle fasi finali, è quello di narrare in forma pura e senza troppi tecnicismi ludici, una storia il più appassionante possibile a scapito di una grammatica di gioco che risulta brillante nella realizzazione tecnica, andando a peccare proprio nei contenuti, che si ripetono all’inverosimile.
Dobbiamo però sottolineare come questa ripetitività a noi, tutto sommato, è piaciuta. Sfrutta esattamente quel genere di esplorazione già presentata da Avalanche con il gioco di Mad Max, che sfruttando la stessa ambientazione rendeva gli scontri con le altre autovetture sicuramente molto più incalzanti e briosi di tutto il resto del comparto ludico.
Una nota da poco che comunque rende Sand Land un gioco estremamente divertente, quasi fanciullesco nel modo in cui cerca di approcciarsi all’utente finale, dimostrando comunque una forte onestà in termini di obiettivi produttivi.
La recensione in breve
Sand Land non è un'opera che reinventa il genere, anzi ci spalma sopra tutto il suo mondo come il resto dei dettagli per confezionare un'opera semplice nelle intenzioni, ma anche molto divertente. Le meccaniche tendono a ripetersi spesso, ma i combattimenti con i carri armati e i gli stilemi classici del viaggio dell'eroe rendono il gioco meritevole di una prova.
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Voto GamesEvolution
