Quei matti scellerati di Devolver Digital ci hanno dato la possibilità di provare una demo in esclusiva della loro ultima follia coccolata sotto la loro etichetta, Children of the Sun, particolarissimo titolo ibrido che mescola assieme puzzle game a un basilare, ma essenziale, sistema di shooting in terza persona.
Quando si tratta di Devolver in molti sanno che ci si può aspettare solo grandi follie, ma sempre curate nei dettagli. Spesso e volentieri si tratta di piccole perle che escono da un contesto puramente underground, dedito a forti sperimentazioni di genere, dando vita a prodotti davvero unici nel loro genere. Children of the Sun sembra essere uno di questi e vediamo di cosa si tratta nella nostra anteprima.
Children of the Sun, un proiettile al sapore di vendetta

Poche immagini, suoni urban distorti e stridenti, quasi fastidiosi. Poco per farci un’idea, ma riusciamo a catturare un’essenza unica, quanto percepire un canovaccio narrativo: un capanno nei boschi, un uomo giace seduto senza vita, un fucile puntato nella bocca, il sangue sulle pareti. Un apparente suicidio che porta un indizio ad una setta con un volantino, Children of the Sun si fanno chiamare.
Il giovane – forse il/la figlio/a dell’uomo – rimane fermo e attonito, osserva il macabro spettacolo, poi prende il fucile, un singolo proiettile, indossa una maschera e parte per la foresta. Lo scopo è avere vendetta verso la setta, eliminare ogni membro per poi fare fuori lui, il capo, il predicatore assoluto.
Un puzzle game particolare

Children of the Sun si gioca esclusivamente con il mouse. Non serve nient’altro. Arrivati nelle piccole mappe di gioco, non dobbiamo fare altro che spostare il mouse a destra e sinistra per muovere il personaggio. L’approccio ad ogni livello è un rito che chiede di essere ripetuto continuamente: ricognizione da lontano, studio della mappa e poi esecuzione. Dobbiamo essere freddi, precisi e silenziosi, perché abbiamo un solo proiettile per annientare tutti, ma come fare?
Molto semplice, appena fatto partire il primo colpo verso un nemico marchiato, quando colpito il tempo rallenterà e sfruttando un sistema non diverso da SUPERHOT, prenderemo i “comandi” del proiettile: da quella posizione dobbiamo guardarci attorno per trovare un altro bersaglio a linea d’aria, così da far ripartire il proiettile verso un altro nemico.
Colpire la carne umana, bersagli e oggetti particolari (tipo serbatoio di benzina di un’automobile) renderà il “viaggio” del proiettile ancora valido. Se invece andremo a sbattere contro rocce o altri oggetti con ancora alcuni obiettivi in vita, la partita sarà registrata come persa, dovendo dunque ricominciare tutto dall’inizio.
Ricche potenzialità

Come detto, quella giocata è stata una piccola porzione di gioco, dove abbiamo potuto saggiare un po’ di scenari che progressivamente al nostro procedere, diventavano sempre più difficili, con traiettorie da far prendere al proiettile sempre più difficili, alcune volte volte aiutati anche da una sana dose di fortuna.
L’idea alla base comunque risulta molto intrigante, in special modo nella misura in cui alle mappe più grandi è richiesta un’esecuzione e alternanza tra obiettivi colpiti e luoghi utili dove far “rimbalzare” il colpo per mantenere la partita in corso. Seguiremo il procedere dello sviluppo, curiosi di continuare a giocare, sperando anche in delle mappe con risoluzioni di puzzle intriganti che non cadano nel facile tedio.
