Disponibile dal 24 gennaio su Steam, in early acces, Enshrouded è un RPG action survival sandbox open world, da giocare da soli o in cooperativa, fino a un massimo di 16 giocatori per partita. Dopo anni di sviluppo, Keen Games GmbH sorprende il pubblico con un titolo di grande fattura, con una gran bella trama, una mappa tutta da esplorare e una grafica da dieci e lode.
Il gioco è ambientato nelle rovine delle terre di Embervale. Un tempo una società fiorente grazie a una magica sostanza nota come “Elisir”, il desiderio dei regnanti di possederne sempre di più li ha spinti a scavare dei pozzi dal quale ricavare la sostanza, dai quali si è liberata una forza tanto misteriosa quanto malvagia, il Manto.
Questo ha ricoperto buona parte delle terre conosciute, annientando o corrompendo ogni forma di vita. Il giocatore veste i panni della Creatura della fiamma, creata per resistere al Manto e combatterlo. Sta a noi salvare ciò che resta di questo mondo.
Trovo molto educativa l’idea della sostanza magica estratta a forza dal sottosuolo come metafora delle risorse naturali orribilmente sfruttate da persone avide di arricchirsi, che finiscono dunque per portare al collasso della società. Forse è una mera coincidenza, ma il fatto che le mutazioni provocate dal Manto si manifestano come un’infestazione fungina mi riporta alla mente storie come The Last of Us, dove è sempre un fungo a fare da ambasciatore della fine del mondo che l’uomo attira su di sé. Eccoci dunque con la nostra recensione di Enshrouded.
Enshrouded, un mondo da esplorare e rischiarare

Come ogni RPG che si rispetti, all’avvio di Enshrouded si perde un po’ di tempo nella personalizzazione del nostro avatar, dopodiché si viene subito gettati nel vivo dell’azione. Pur essendo un fantasy, il gioco non prevede classi o “ruoli” che vengono imposti dal giocatore o influenzano le statistiche del protagonista a monte, ma siamo noi che, partendo letteralmente dal nulla, possiamo scegliere chi essere e quali capacità affinare, facendo esperienza, costruendo e spendendo i punti accumulati in un albero delle abilità molto variegato e complesso.
Il nostro obiettivo è quello di avventurarci nelle terre perdute, sopravvivere a un mondo reso ostile sia dalla natura selvaggia che dai demoni del Manto e risvegliare le altre Creature come noi. La trama è basica e viene presentata molto in sintesi, ma comunque ben fatta.
Sappiamo ciò che dobbiamo sapere prima di avventurarci in un mondo verdeggiante pieno di mistero e pericolo. Il gioco riunisce in sé molte delle caratteristiche più ricercate negli open world, come una scenografia impressionante, sfide entusiasmanti, un’ambientazione tanto affascinante quanto realistica e un altissimo livello di interazione e personalizzazione dell’ambiente che ci circonda. Ogni elemento della realtà intorno a noi, infatti, può essere raccolto e piegato alle esigenze del giocatore, ovviamente con gli strumenti giusti e una buona dose di pazienza.
Oltre alla classica creazione di armi e pozioni, abbiamo anche la possibilità di scavare e modellare il terreno, raccogliendo al contempo tutto quello che ci serve per creare altre risorse e assemblare intere strutture con misure che possiamo tracciare a mano libera. Insomma, il meglio dei sandbonx, con possibilità di mining e crafting quasi illimitate, in una grafica che permette di cogliere anche il fruscio delle foglie nel vento.
La magia della natura

La mappa è molto grande e presenta diverse zone rese pericolose dal Manto, all’interno delle quali possiamo restare vivi solo per un tempo limitato. L’esplorazione, dunque, si fa entusiasmante e mette costantemente alla prova le abilità del giocatore. I nemici, a livello di combat system, non presentano particolari innovazioni, ma molto ben disegnati e variegati, in linea con la trama.
Senza togliere nulla alla magia e alle altre dinamiche del fantasy, una cosa che veramente mi ha colpito è la capacità dell’ambientazione di rapire il giocatore con il solo fascino della natura, anche al di fuori delle missioni e della trama. Le capacità evocative delle immagini e di una musica semplice trasmettono un senso di pace quando si esplorano i boschi e le caverne nella loro forma più semplice, più autentica, e di genuino entusiasmo quando si trovano rovine abbandonate avvolte da una storia che si districa davanti a noi, nel momento in cui leggiamo i diari di coloro che ci hanno preceduti.
Tutti espedienti che ci trasmettono il fascino di una storia che sembra quella di un’antica civiltà perduta, ma che invece è recente ed è ciò per cui noi siamo stati creati. Un mondo sull’orlo della rovina, ma che grazie a noi ha la possibilità di salvarsi e rinascere.
La recensione in breve
Tutto il meglio dell’open world e del sandbox in una grafica mozzafiato con quel poco di magia che colora il mondo senza allontanarlo eccessivamente da una natura realisticamente selvaggia e ostile. E, soprattutto, un intero mondo a disposizione per mettere alla prova la nostra capacità di gioco e creatività. Cosa possiamo chiedere di più?
-
Voto GamesEvolution
