Al primo avvio di No Rest For The Wicked c’è un cartello che ha attirato subito la mia attenzione, un messaggio degli sviluppatori che riassumono anni e anni di lavori su questi titolo con un obiettivo ben preciso: creare l’esperienza action RPG definitiva, capace anche di superare le barriere qualitative standard per diventare un punto di riferimento per il futuro.
Parole forti e la stessa missione potrebbe ritorcersi contro viste le grosse aspettative, ma il talento ai ragazzi di Moon Studios non manca e nonostante un lancio in accesso anticipato un po’ difettoso, almeno per ora, per quel che si è visto, è difficile rimanere indifferente davanti a tanto cuore e passione.
No Rest For The Wicked, una terra da salvare

L’isola di Sacra non se la sta passando bene: il Re Harol è morto e suo figlio Manus ha preso il suo posto, ma sul trono e le intenzioni stesse del nuovo Re sembrano essere influenzate da l’Inquisizione che sta mettendo dei punti fermi sull’Isola, giacché oltre questo cambio di potere, c’è anche una terribile Pestilenza che sta trasformando in orribili creature tutti gli abitanti.
In tutto ciò arriviamo noi, un Cerim, soldati spavaldi e senza paura con il compito di ripulire Sacra dalla Pestilenza, il tutto mentre ci ritroveremo invischiati in una storia più grande di noi.
Stili e influenza

No Rest For The Wicked per molto tempo è stato facilmente etichettato come un prodotto che prende forte ispirazione dai migliori soulslike in circolazione e, al netto di qualche chiacchiera di troppo con cui riempirsi la bocca, in tale affermazione non c’è nulla di male giacché, pad alla mano, le sensazioni ci riportano facilmente alla mente in quei lidi di tecnica e meccanica.
C’è la schivata, la gestione della stamina, lo studio del pattern degli attacchi dei nemici e la scelta saggia dell’equipaggiamento per non gravare troppo sul peso generale e dunque influire sulla velocità di movimento come di esecuzione.
Ma tra tutti, proprio il sistema di combattimento si avviluppa in meccaniche precise e chirurgiche nell’esecuzione, estremamente appaganti in ogni singola azione, anche nei momenti in cui gli scontri diventano sempre più dinamici e difficili.
Sì, No Rest For The Wicked è un gioco davvero difficile almeno nella misura in cui sin dai primi momenti di gioco, vi ritroverete facilmente a perire sotto i colpi di numerosi nemici che si accaniranno su di noi, poveri naufraghi senza armi o armatura.
Una mappa verticale

Questo non deve essere letto come un biglietto da visita in negativo, anzi, il gioco non tocca mai il tedio assoluto, coccolando il videogiocatore in una comfort zone invitandolo progressivamente ad uscire dal guscio.
La mappa aiuta molto questo processo: il gioco non presenta mai dei corridoi prestabiliti, proponendo una verticalità relativamente stimolante, un chiaro inviato a uscire fuori dal percorso prestabilito per abbracciare una ricerca dell’avventura in zone più o meno spinose, ripagando sempre con una scorciatoia o un bel bottino.
Quest’ultimo non sempre si manifesta come armature o armi, questo perché nel gioco è presente anche una piccola spruzzata di survival che – dopo diverse ore di gioco – non mi è sembrata una meccanica ben innestata con il resto della grammatica di gioco.
O almeno, la necessità di recuperare delle risorse dalla mappa – o dai bottini – crea una forte disconnessione con il ritmo di gioco, o almeno fermarci per pescare, scavare la roccia o tagliare un albero ad un passo da uno scontro con un nemico, non è certo la miglior cosa, specialmente nel tempismo sicuramente curioso.
Cosa aspettarci dal futuro

Al netto di quanto scritto poco sopra, al momento No Rest For The Wicked vive effettivi problemi di ottimizzazione tecnica. Niente che renda impossibile il gioco, ma la fluidità ne risente parecchio, sia sulla macchina da gioco di prova che su Steam Deck. Una situazione attuale di poco conto, in quanto nelle sue meccaniche generali, il titolo pare estremamente ben pensato e oliato, in attesa di vederne i futuri aggiornamenti.
Una lode in coda, ma non per questo meno importante, riguarda tutto l’organo artistico ed estetico: le ambientazioni sono meravigliose e l’immersione narrativa ci mette davvero dentro una storia che sembra avere delle sfumature davvero intriganti. Anche la stessa resa finale delle cutscene lascia facilmente a bocca aperta grazie ad un uso brillante dei modelli poligonali di gioco.
Insomma, allo stato attuale e archiviati i già noti problemi tecnici, No Rest For The Wicked sembra un progetto di forte fascinazione tecnica quanto estetica. Questo è un gioco che richiede pazienza e fiducia e per quanto visto fino a questo momento, la strada intrapresa sembra proprio quella giusta.
