È davvero difficile trovare le parole per introdurre Tekken 8, per tanto e squisito motivi. Potrei iniziare a parlare dalla trama assolutamente fuori di testa, della ricca modalità di apprendimento del gioco, o del comparto online, ma tutto necessita di adeguate parole e caratteri per essere esaminata a fondo.
In attesa di arriva alle prossime righe, l’unico elemento fondamentale da sapere è che Tekken 8 è un gioco straordinario, capace di superare ogni più rosea aspettativa, ma lasciando spazio alle parole di circostanza, è ora arrivato il momento di mordere il piatto forte, con la nostra recensione di Tekken 8.
Tekken 8 oltre le stelle

Grattacieli che crollano, città rase al suolo, motociclette lanciate con forza verso elicotteri lontani. La causa di tanto caos sono due uomini, Jin Kazama e Kazuya Mishima, che se ne stanno dando di santa ragione.
Tra cinematiche, colpi che esplodono in particellari stellari ed effetti a tutto tondo, Bandai Namco sembra voler mettere subito in chiaro due cose: la trama di Tekken 8 sarà letteralmente esplosiva assieme al tacito entusiasmo di poter lavorare e presentare un picchiaduro completamente realizzato con l’Unreal Engine 5 e questo secondo punto, va subito detto, è visibile sempre e in ogni momento, ma anche quando sarà una piena consapevolezza, il gioco spingerà al massimo per farci rimanere con la bocca aperta anche a distanza di ore di gioco.
La storia dicevamo, bene: se la dose di tamarraggine toccherà vette impressionanti – e non è escluso che qualcuno possa storcere il naso specialmente nella fase finale con forti esagerazioni – questa vede una temporanea fine nell’eterno conflitto della casata Mishima. Chiaramente per concentrare questa storia in uno scontro che vede Kazuya e Jin protagonisti assoluti, molti altri personaggi del roster sono stati sacrificati, ma chiunque è pratico dello story mode di Mortal Kombat, si troverà in soluzioni e compromessi relativamente accettabili.
Non disperate però, c’è sempre la possibilità di sviluppare classici combattimenti con ogni personaggio per affrontare le singole storie dopo una piccola serie di scontri. Alcune daranno epiloghi divertenti, altri andranno ad aggiungere parentesi narrative lasciate in sospeso, altre ancora si discostano totalmente dalla storia principale, tanto per stimolare l’utente finale a dedicare un’altra manciata di ore al gioco.
Parola d’ordine: accessibilità

Posso giocare a Tekken 8 anche se non ho mai giocato ad un titolo del franchise? Assolutamente sì, e la formula ideata dagli sviluppatori per acclimatare ogni giocatore è delle migliori.
In prima battuta c’è la modalità Arcade Quest, una sorta di piccola avventura che si dipano tra giovani appassionati di Tekken che ne fruiscono nelle coloratissime sale giochi piene di cabinati a tema. Impostato il nostro avatar e un lottatore preferito, seguiremo tutta la trama di scalata ai ranghi più alti e nel farlo siamo chiamati a completare dei combattimenti contro il computer e affrontare alcune sfide.
Per farla breve, la modalità Arcade Quest è in soldoni un lunghissimo e corposo tutorial che non solo ti introduce al gioco, ma ti spiega passo dopo passo, sempre con estremo divertimento e poco tedio, come sfruttare tutte le azioni, le combo e avere la possibilità di affinale le nostre abilità e trovare il combattente adatto al nostro stile.
Ma non finisce qui, infatti Tekken 8 incorpora anche l’utilissima funzione dei replay. Premendo gli appositi tasti, si può salvare il replay di uno scontro appena chiuso e rivedendolo, sarà lo stesso gioco che tramite il calcolo dei tasti premuti, ci dirà letteralmente dove abbiamo sbagliato, come risolvere o cosa possiamo fare in una data situazione. Insomma Tekken 8 ci correggerà come un’insegnante benevolo, dicendoci anche come migliorare, rivedendo il nostro precedente combattimento salvato, mossa dopo mossa, errore dopo errore e vi assicuro, è una meccanica assolutamente pazzesca.
In chiusura, che si mette in coda anche alla modalità Arcade Quest, sono gli scontri con i ghost. Nulla di così rivoluzionario, ma bisogna dirlo, quando un elemento di gioco così raffinato funziona alla grande, allora il beneficio è tutto del videogiocatore.
Per farla breve, combattendo contro il nostro ghost, questo durante ogni partita memorizzerà il nostro stile, ce lo riproponendocelo nel giro di una manciata di secondi, ottimizzandolo proprio dove noi lo andremo a sbagliare. Arriveremo infatti, progressivamente e nel giro di poco, a combattere contro noi stessi, cercando proprio di trovare una falla nel nostro stile, aggiungendo un ulteriore tassello di assimilazione delle tecniche di combattimento. Questo assieme i replay e la modalità Arcade Quest, sono a mio avviso, la parte centrale di una proposta di gioco ricchissima quanto pazzesca.
Avventure in tutto il globo

Estremamente buona anche l’infrastruttura online per le partite classificate e non. Il netcode ogni tanto non risponde come dovrebbe, ma nelle sessioni da me provate di partite online di Tekken 8 con altri sfidanti nel globo, con le potenzialità dell’Unreal Engine 5, tutto si è svolto in modo fluido, elettrizzante e coinvolgente.
In chiusura l’elemento che più mi ha dato un grattacapo è il sistema Heat. Questo consiste, in due fasi distinte, di attivare un potenziamento che può essere duraturo (una decina di secondi scarsi), così da aumentare di poco la potenza offensiva del personaggio e poter recuperare alcuni punti vita persi nel range disponibile, oppure di dare vita ad una mossa critica che toglierà un buon quantitativo di punti vita all’avversario.
Estremamente fruibile nelle sfide online, in quelle offline vi è un abuso indecente di questo sistema, che riduce parte delle volte alla vittoria o sconfitta del match a casi estremamente fortuiti. Mi rendo conto che ciò può essere etichettato come un vizio, un punto di vista estremamente particolare che sono costretto a mandare giù, sempre a causa di un uso da parte degli sfidanti – a mio avviso – estremamente tedioso e mai a favore della tecnica, ma tant’è, lo scopo è vincere.
Tra quisquiglie e piccoli difetti generali, il Tekken Ball e la personalizzazione dei personaggi con centinaia di oggetti cosmetici, sono lieto di poter dire che l’esperienza di Tekken 8 è stata tra le migliori degli ultimi mesi videoludici, con Bandai Namco che dona al mondo un gioco enorme, completo, sul filo della perfezione, una vera gioia per occhi e polpastrelli.
La recensione in breve
Tekken 8 è davvero un gioco incredibile. Accessibile a tutti proprio grazie alle modalità di apprendimento delle meccaniche, come anche i replay spiegati e analizzati e l'uso del ghost. Non mancano le emozioni con la story mode e i tanti personaggi da utilizzare per trovare il combattente che più si addice al nostro stile di combattimento. Un picchiaduro da non perdere per nulla al mondo.
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Voto GamesEvolution
