Mai come in questo caso è bene sottolineare come Unicorn Overlord si è tramutato – in una manciata di ore di gioco – in un titolo dall’essere solo estremamente interessante a diventare qualcosa di necessario nella routine personale di ognuno di noi, un elemento imprescindibile, quasi vitale, una dose di strategia, personalizzazione e programmazione che non si sapeva di volere.
Opera magna dei ragazzi di Vanillaware? Probabilmente e al netto di alcune scelte di meccaniche assai curiose, il risultato finale è stato stupefacente, in tutti i sensi possibili, ma inutile girarci attorno e dunque eccoci con la nostra recensione di Unicorn Overlord.
Unicorn Overlord, una storia di lame e onore

Immerso in un contesto fantasy di forte richiamo occidentale, il canovaccio narrativo di Unicorn Overlord è quasi un pretesto per passare dal Via e iniziare il percorso: un regno caduto in mani nemiche, una regina che si sacrifica per il popolo e un erede al trono che forma una ribellione per liberare la sua terra dall’oppressione del tiranno.
Tutto quello che riguarda la trama in Unicorn Overlord ha il gusto e il sapore di già visto e sentito, ma questo non è un peso, anzi, tutto ciò viene veicolato con lo stile artistico così curato e delizioso con cui i ragazzi di Vanillaware ci hanno già deliziato in passato.
I modelli in 2D sono dunque ricchi di dettagli con animazioni curate in ogni singolo aspetto, rientrando in una categoria estetica di quelle che piacciono al pubblico orientale, dunque aspettatevi ragazze con forme molto sinuose, l’onore del soldato che viaggia al pari del coraggio e figure maschili bardate di armi e armature.
Una programmazione precisa

Ma non è questo che ci interessa del gioco in questione, anzi. Datevi un tempo, almeno 40 minuti: questo è stato il minutaggio essenzialmente per portarci ad entrare in confidenza con lo stratificato e ricchissimo sistema di combattimento del gioco.
Sin dal primissimo scontro noteremo che la scelta tecnica è ricaduta su un sistema di autocombattimento, mosse le pedine sulla mappa e iniziato lo scontro, ogni personaggio avrà a disposizione il suo turno di azione – senza contare i bonus di azioni difensive o di supporto o anche abilità speciali che si attivano soddisfacendo alcuni requisiti – mentre noi siamo chiamati ad osservare e attendere la fine, così da capirne l’esito.
Ma andiamo per ordine: iniziata la partita, possiamo evocare dal punto di partenza le nostre truppe. Queste si creano su una base di sei caselle, organizzate in due file da tre. Su queste caselle dobbiamo posizionare il massimo consentito di personaggi che abbiamo reclutato, così da costruire una sorta di formazione di gioco.
La prima fila da tre è quella che verrà sempre presa per prima di mira dall’attacco nemico, motivo per cui nella costruzione della formazione, davanti metteremo personaggi che possano supportare un attacco frontale (Signori, Cavalieri, Difensori, Paladini e così via) lasciando magari dietro tutti i personaggi di supporto, gli stessi che non beneficiano di tanti punti vita (Arcieri, Maghi, Chierici, Ladri e tutti gli altri).
Ecco dunque che lo scontro ha il via e a seconda della costruzione della nostra formazione, ne potremmo uscire vincitori o sconfitti. Il sistema prevede la sconfitta totale quando una delle due squadre vede perdere tutti i membri, altrimenti alla fine del turno di tutti i personaggi coinvolti, la squadra che rimarrà con più punti vita, otterrà una vittoria parziale.
Insomma, il cuore pulsante dell’opera si racchiude in tutte le possibilità e la puntuale programmazione delle tante formazioni che potremo creare. Il resto si completa con un sistema di autobattaglia che possiamo anche skippare, per vedere solo i risultati, ma durante le prime ore di gioco è consigliabile guardare tutto, così da capire anche le tempistiche di attacco, come si sviluppano i combattimenti e vedere le abilità uniche in azione – e come vengono attivate.
Tipo il Gambit System di Final Fantasy

Torniamo a parlare di questo sistema di combattimento passivo che è davvero l’elemento di forte assuefazione di tutta l’opera. Ricordate il sottostimato Gambit System di Final Fantasy XII? Ecco, Unicorn Overlord è la glorificazione di quel sistema.
Questo gioco mette sul piedistallo tutto quello che riguarda la programmazione dello scontro futuro, il perdere tempo più nel menù di personalizzazione delle abilità che nella mappa di gioco, che il più delle volte si compone di missioni principali per proseguire la storia e missioni secondarie utili per arruolare nuovi personaggi e dunque nuove classi.
Al netto di un sistema di ottimizzazione di equipaggiamento che permette anche di avere consigli su cosa assegnare a quale personaggio – utile, ma non necessario – il resto del party di tutte le formazioni sono personalizzabili ad un livello di libertà davvero impressionante. Questo ci rende davvero principale responsabili e fautori del nostro successo come della disfatta. Certo, anche l’acquisizione di esperienza è necessaria per aumentare di livello tutti i personaggi, ma anche nei casi di forte svantaggio, c’è la possibilità di incastrare un party che possa portarci alla vittoria.
Unicorn Overlord è davvero una promessa gloriosa, che nel momento in cui lo giocherete diventerà subito realtà, con un gioco capace di rapirvi facilmente per un centinaio di ore e farvi perdere nella gloria di una personalizzazione impressionante.
La recensione in breve
Non c'è altro aggettivo: Unicorn Overlord è un gioco strepitoso, sbalorditivo e straordinario. La complessa personalizzazione regala un gioco che ci rende veri e propri protagonisti di ogni singolo successo o sconfitta sul campo, portandoci a rendere le nostre truppe sempre più performanti. Un gioco da avere assolutamente a tutti i costi.
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Voto GamesEvolution
