Alone in the Dark è un titolo che prende sempre più le forme sinuose di una graziosa lettera d’amore allo storico franchise, universalmente riconosciuto come il padre dei survival horror da cui poi sono scaturite le forti immaginazioni produttive che hanno portato alla realizzazione di Silent Hill e Resident Evil solo pochi anni dopo.
Oltre che a rimandarvi alla nostra recensione, vogliamo lasciarvi questa ricca, nutrita e speriamo completa guida per affrontare gli orrori di villa Derceto in modo da non farvi trovare totalmente impreparati davanti alle tante sfide che il gioco propone.
Andiamo dunque con ordine, partendo dal manuale di sopravvivenza per poi addentrarci in alcuni tra gli enigmi più ostici, assieme alla loro risoluzione.
Alone in the Dark, manuale di sopravvivenza

- Già nei primissimi minuti di gioco entreremo in possesso di un diario di appunti di Jeremy Hartwood. Sono solo cinque pagine, ma consultatele quando sarete bloccati in un enigma o simili, giacché in quelle pagine sono custoditi nelle pieghe di appunti e disegni informazioni utilissime o – in alcuni casi – la soluzione ad alcuni puzzle o enigmi.
- Controllate sempre la mappa. Purtroppo Alone in the Dark vive di moltissimi bug legati anche alla mappa che segnalerà alcune zone come già controllate o prive di oggetti da recuperare, ma ogni volta che assisteremo ad una cutscene, alcuni oggetti si posizioneranno in stanze precedentemente vuote.
- Fuggite e all’occorrenza ricorrete alle armi da fuoco, ma non tentate approcci corpo a corpo. Il titolo oltre che a soffrire di molti bug, ha diversi problemi sul fronte tecnico e tra questi c’è un pessimo sistema di combattimento corpo a corpo che, per quanto invitante nella misura in cui vogliamo risparmiare proiettili, vi ritroverete sempre a colpire a vuoto e subire lo stesso danni dai nemici. Meglio sparare, tanto di munizioni in tutta la villa se ne trovano con sufficiente generosità.
- Prendetevi il vostro tempo per controllare ogni cosa. In Alone in the Dark ci sono tantissimi oggetti da recuperare, alcuni anche nascosti, come i tanti collezionabili. Il miglior consiglio è quello di prendervi il vostro tempo senza la fretta di finire. Il gioco si completa in circa 9 ore circa e la possibilità di scegliere tra Edward Carnby e Emily Hartwood, regala un’altra run sicuramente meno longeva – dato che sapremo cosa fare e dove andare – con il personaggio non utilizzato, dunque non peccate di fretta.
- Leggete ogni singolo documento trovato. È estremamente importante leggere, analizzare e decifrare ogni singolo documento in nostro possesso. Capiterà spesso che davanti ad un enigma o puzzle di non avere sufficienti indizi per risolverlo, per poi scoprire che la soluzione è – il più delle volte – nascosta proprio in questi documenti. Quando si dice avere la soluzione sotto il naso.
- Problemi a proseguire? Forse è un bug. Durante la nostra run di gioco siamo inciampati su un numero impressionante di bug, alcuni leggeri, altri hanno reso l’esperienza di gioco davvero fastidiosa, altri ancora ci hanno impedito di proseguire, mettendoci nella situazione di dover riavviare il gioco. Insomma, se notate qualcosa che non va, molto probabilmente il gioco si è bloccato e la soluzione è proprio nel far riavviare il tutto. In tal caso, l’autosalvataggio può diventare un’arma a doppio taglio.
Villa Derceto piena di enigmi
Villa Derceto è un luogo tanto misterioso quanto abitato da strani individui, sicuramente particolari, ma la vera sfida di Alone in the Dark non è rappresentata da queste minacce, bensì dai tanti e innumerevoli enigmi sparsi dentro e fuori la magione.
Alcuni di questi sono facilmente risolvibili spremendo a fondo le meningi, altri invece sono terribilmente tosti, altri ancora invece sono semplicemente adattati nella nostra lingua in modo maldestro, rendendo difficile la loro stessa comprensione. Eccovi dunque una serie di enigmi, tra i più “difficili” che abbiamo risolto per voi, illuminandovi la via passo dopo passo.
