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    Recensioni

    Indika, la recensione: la maieutica del male

    Indika è un titolo dannatamente ambiguo che ha come protagonista una giovane suora tormentata dal demonio e dall'evanescenza della sua fede.
    Lorenzo RovatiBy Lorenzo Rovati16 Maggio 2024Nessun commento5 Mins Read
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    La badessa del monastero, 11 bit studios
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    Il videogioco indie più sconcertante del 2024 si intitola Indika e racconta la storia di una suora russa il cui flusso di coscienza è turbato da un’interferenza demoniaca. Apparentemente la trama di Indika ha tutte le carte in regola per essere una mesta trasposizione videoludica del peggior cliché horror del cinema, tuttavia la sua suggestiva ambientazione nei paesaggi della Russia di un ucronico inizio ‘900, le tematiche ispirate alla narrativa russa del XIX secolo e lo stile che spazia dallo Steampunk a quello dei videogiochi 8 bit.

    Si potrebbe definire questo titolo come un walking simulator in terza persona ma, come riportato dalla casa di 11 bit studios stessa nell’insolito trailer di lancio, Indika riflette moltissimi generi videoludici. Nella nostra recensione di Indika discettiamo tutto ciò che è e non è quest’opera così controversa.

    Il cammino di Indika, tra etica e satira religiosa

    Il gioco inizia con Indika che si trova all’interno di un monastero in cui le sorelle conducono una vita di abnegazione per allontanarsi dal peccato che, però, è radicato all’interno del convento e che prolifera con iniquità ed ipocrisia. Il trattamento riservato alla suora protagonista, infatti, è totalmente discriminatorio e contrario ai principi ecclesiastici ed il gameplay, attraverso lo svolgimento di incarichi tediosi ed irrazionali, rende partecipe il giocatore della pesante situazione di Indika.

    Il motivo di tali atteggiamenti da parte delle sorelle nei confronti di Indika sarebbe il rapporto tra questa ed il maligno, il quale pare essere un’estensione della coscienza della protagonista, la parte più razionale repressa dalla vita monastica.

    Attraverso argomentazioni logiche ed un pungente sarcasmo il demonio funge da pars destruens, instilla il dubbio in Indika e la fede di quest’ultima durante l’arco narrativo perderà le proprie fondamenta, costringendo la suora, ma anche il giocatore, a profonde riflessioni sull’etica e sulla condizione dell’esistenza umana.

    Un’improbabile dialettica degli opposti

    Indika e Ilya, 11 Bit Studios

    Un personaggio cruciale per lo sviluppo della trama è Ilya, un detenuto in fuga verso Spasov per curarsi con l’ausilio di una reliquia situata nel tempio di San Giovanni Damasceno. Alcune circostanze porteranno Indika ed Ilya a seguire il medesimo cammino, pur essendo due figure paradossalmente contrapposte: una suora che parla con il diavolo ed un criminale scelto da Dio per il compiersi della sua volontà.

    Ovviamente le divergenze tra le prospettive di Indika ed Ilya daranno origine ad intensi dialoghi su storiche tematiche  come l’immortalità dell’anima, il libero arbitrio, il rapporto tra Dio e l’essere umano e, soprattutto, su ciò che è bene e ciò che è male.

    Questa dialettica degli opposti, sommata alle conclusioni del demone di Indika, assottiglia sempre più le differenze tra bene e male, tra fedele e peccatore, fino ad arrivare al sorprendente finale che conferma l’affinità tra il diavolo di questa storia e Woland di “Il maestro e Margherita”.

    Steampunk e grottesco, a cavallo tra i medium

    Indika in un flashback, 11 Bit Studios

    La componente horror di Indika non è costituita da personaggi mostruosi, scene particolarmente cruente o banali jumpscare, bensì trova la sua forza nelle deformazioni della realtà tramite inquadrature distorte ed un comparto audio con melodie dissonanti.

    Il tema del grottesco della narrativa russa risorge in Indika non solo grazie alla natura cinematografica del titolo, ma anche con degli scenari che riprendono il filone steampunk. In una sezione di gioco, ad esempio, è possibile guidare una bizzarra bicicletta a vapore. In un altro momento, invece, è possibile sollevare intere mura con un semplice artiglio.

    Tutto ciò consente una sorta di effetto di straniamento, adoperato anche per mettere in discussione la fede. Avanzando nelle ore di gioco, infatti, è possibile accumulare token di fede che, come anticipato in modo sornione nelle schermate di caricamento, sono fini a sé stessi. Questa è probabilmente una critica duplice, sia alla struttura compulsiva di alcuni RPG, sia al ruffianesimo della dottrina ortodossa.

    Anche la narrazione su due piani prevede un certo effetto di straniamento data la scelta stilistica di raccontare le vicende del passato di Indika in sezioni di gioco ad 8 bit.

    Il vero peccato di Indika

    Indika e la lettera, 11 Bit Studios

    Indika è un videogioco davvero insolito perché riesce nell’unire una quantità spaventosa di tematiche, stili, tecniche e generi videoludici, tuttavia questa pretenziosità si fa sentire, soprattutto quando la conclusione della storia arriva dopo sole 4 ore di gioco.

    Alcune meccaniche peculiari, come ad esempio la preghiera in alcuni puzzle ambientali, vengono introdotte senza poi esser riproposte durante il gioco, rendendo Indika un’opera decisamente carente sotto il punto di vista del gameplay.

    L’aspetto ludico in Indika è sostituito dalla meraviglia grafica di alcune scene e dallo stupore per la narrazione così originale. È chiaro che non essendoci nemmeno bivi narrativi o scelte morali rigiocare questo titolo diventa un’esperienza pressoché vuota.

    Dobbiamo essere sinceri: Indika non è un gioco per tutti. Parliamo di un titolo quasi meta videoludico che scherza sugli schemi classici dei videogiochi e si diverte a ribaltarli senza una reale ambizione di sostituirli. Per affacciarsi alla realizzazione di Odd Meter bisogna capire quanto si è disposti a giocare con la propria morale e con i propri dogmi. Siete sicuri che il dubbio del demonio rimarrà solo nella mente di Indika?

    La recensione in breve

    7.5 Spiazzante

    Indika è il gioco più strano di quest'anno, giunge silenziosamente da Odd Meter e 11 bit studios e vi sbatte in faccia dubbi sui temi esistenzialistici affrontati nella letteratura russa del XIX secolo. Un videogioco che ha fatto un patto con il diavolo, decidendo di vendere la propria anima ludica per approcciarsi a qualcosa di inedito, il titolo ideale per chi vuole mettere a prova la propria fede con uno storytelling spregiudicato e grottesco.

    • Voto GamesEvolution 7.5
    • User Ratings (0 Votes) 0
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