Quella di Tomb Raider 1-3 Remastered starring Lara Croft è un’operazione abbastanza particolare. Piacevole nel modo in cui tenta di rievocare arcaici ricordi e bislacca nell’affacciarsi oggi, nel 2024, con un lavoro di ammodernamento in tre giochi che sono palesemente lo specchio del loro tempo.
Dall’uscita del primo Tomba Raider sono passati quasi 30 anni e la stessa icona di Lara Croft ha attraversato – non sempre indenne – tanti momenti, decadi e rivisitazioni. Con il reboot del 2013 che ha lanciato il franchise su nuove vette, può risultare interessante vedere da dove tutto è partito. Ecco dunque la nostra recensione di Tomb Raider 1-3 Remastered starring Lara Croft.
Tomb Raider 1-3 Remastered, metti la cera, togli la cera

Non c’è assolutamente nessuna intenzione di metterci ad analizzare i tre giochi che compongono questa collector, giacché come suggerisce già il titolo, l’operazione abbraccia la finalità da remastered. Fossero stati dei remake, ci sarebbe stato il giusto margine di manovra per operare un tipo di diverso di analisi, ma non è questo il caso.
Il lavoro svolto da Aspyr dunque è quello dell’ammodernamento fedele, applicare una coperta poligonale accattivante e ripulita al meglio delle possibilità, sopra una strato croccante e vintage fatto di pixel e poligoni mal squadrati. Il meglio dell’epoca, con le possibilità odierne, per un risultato estremamente soddisfacente.
La lode maggiore è da porsi proprio nel modo in cui la nuova veste grafica riesce a rendere giustizia alle atmosfere ancora così accattivanti già presentate nei giochi originali. Anche il sistema di illuminazione restituisce un gradevole senso di accoglienza nelle aree che abbiamo imparato a conoscere a memoria a riprova del già ottimo lavoro originario che sembra non risentire del tempo, tirannosauro compreso.
Per nuovi o vecchi giocatori?

Veleggiando tra le tre avventure è sorta una domanda: questa collezione di giochi a chi è indirizzata? Da una parte, ci ritroviamo a giocare gli stessi identici tre giochi di quasi 30 anni fa, motivo per cui vivremo sui nostri polpastrelli l’ebrezza di un sistema di movimento estremamente datato, regolato da leggi geometriche e movimenti impostati per settori.
Qualcosa che i giocatori più giovani difficilmente riusciranno a fare loro, trovandolo frustrante a più riprese. Piacevole la possibilità di attivare anche il sistema di movimento delle ultime avventure di Lara Croft prima del reboot, ma nella misura in cui ci si prefigge di regalare un’esperienza il più fedele possibile a quella del passato, questa opzione è meglio lasciarla lì, anche perché l’impatto di un sistema di movimento “rivisto” inserito in un contesto e spazi ben definiti non regalerà mai le stesse emozioni.
Va da se dunque che l’operazione urla obiettivi nostalgici senza sosta, andando a riempire quel buco di richiesta mossa da appassionati estremamente attaccati alle prime, storiche avventure di Lara Croft, lasciando molto probabilmente tutti gli altri fuori dalla porta. Poco male per una serie che ha saputo sempre rinnovarsi e con questo pacchetto ha quel sapore di mera curiosità, volgere lo sguardo dove tutto è iniziato e ritrovarsi – forse – in un angolo di casa della nostra memoria.
In chiusura, è da sottolineare la piacevolissima possibilità di disattivare in tempo reale l’ammodernamento grafico per giocare con il “vecchio” mondo poligonale. Proprio a sottolineare quanto il lavoro estetico funziona proprio come coperta sul vecchio, che si può attivare e disattivare quando vogliamo, anche durante una fase di azione del gioco. Un chicca che farà davvero felice tutti gli appassionati.
La recensione in breve
Tomb Raider 1-3 Remastered starring Lara Croft è un'operazione di ammodernamento estremamente dedicata a una finalità nostalgica con un piacevolissimo gusto per rendere oggi le avventure di Lara esteticamente accattivanti, pur mantenendo immutato lo spirito dell'opera.
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Voto GamesEvolution
